Art/ Collection/ Art Object

Means by which the large blocks of travertine and marble were lifted during the construction of the large Tomb of Caecilia Metella, from Le Antichità Romane (Roman Antiquities), tome 3, tavola 53

Series/Portfolio:
Le Antichità Romane, tome 3
Artist:
Giovanni Battista Piranesi (Italian, Mogliano Veneto 1720–1778 Rome)
Artist:
Angelo Rotili
Date:
published 1756–57
Medium:
Etching
Dimensions:
Sheet: 21 1/4 x 30 5/16 in. (54 x 77 cm) Plate: 18 1/8 x 20 7/8 in. (46 x 53 cm)
Classifications:
Albums, Prints, Ornament & Architecture
Credit Line:
Rogers Fund, Transferred from the Library, 1941
Accession Number:
41.71.1.3(53)
Not on view
While Piranesi was at work on the Antichità Romane, the result of years of research into the highly developed engineering skills of the Romans, the first threats to Roman preeminence were heard. In the early 1750s, certain French and British scholars and architects had begun to assert that the Romans were mere imitators of the Greeks, under whom all the arts had attained perfection. A desire to defend the Romans from this charge may lie behind the exaggeration that appears in some of the plates of this publication—here Piranesi makes the mausoleum appear much larger than it actually is and exaggerates the difficulty of its construction. This page provides a good example of Piranesi's novel illustrative techniques: he represents three supplemental views on scrolls of paper hung behind the primary scene, while playfully undermining the illusion he has created by making the hook on the left scroll overlap the edge of the sheet.
Inscription: At upper left: LIII
At upper right: Tom. III.
At bottom center: Modo, col wuale furono alzati i grossi Travertini, e gli altri Marmi nel fabbricare il gran Sepolcro di Celcilia Metella, oggi detto Capo di Bove.
At lower right: Piranesi Archit. dis. et inc.
At bottom center: Visitando io tutto giorno i Monumenti antichi di Roma, ed investigando ogni loro benche minuta parte, scoprii in que'grossi macigni, de'quali sono costruiti dei buchi quatrati escavati a bella posta: in alcuni d'essi nel mezzo del piano di spora, come Al in altri nel lato o destro, o sinistro, come B. Quanto al buco scavato nel mezzo del / piano di sopra, è cosa mmanifesta, che serviva per alzare il sasso sin, dove aveasi a porre in opera, mediante uno Stromento di ferro C, (eccone ancora i suoi Profili D) chiamato da Vitr.o (o as superscript) Forfice, da altri Ulivella, introdotto, ed incastrato nel buco stesso, come nello Spaccato E: quale Stromento in oggi pure si mette in pratica. Ma qual'uso potesse / avere l'altro buco, scavato nellato, a cui non vedeasi corrispondere altro buco nel lato opposto, ove aggrappare si potesse il macigno per sollevarlo, riuscivami affato ignoto, ed oscuro; ne so.che (che as superscript) sia stato a quest'ora da veruno penetrato. Tralle rovine del Sepolcro di Cecilia Metella, detto Capo di bove, mi venero sotto gli occhj alcuni Framm.ti (ti as superscript) di / grossi Travertini, F, G, i quali mi scopersero ciò, che per si lungo tempo, da che mi trovo in Roma, non mi venen fatto di comprendere. Il Framm.to (to as superscript) F ha un rialto a guisa di Bozza, nella stessa pietra lasciato ad arte, segnato H, et simile ad I. Il Framm.to (to as superscript) G ha una bozza, ed un buco scavato in mezzo alla stessa, marcato K, et simile / ad L; il qual buco è fondo sino alla superficie del lato M, e corrisponde direttam.te (te as superscript) al buco del Lato opposto N. Everisimle, che questi due Travertini non sieno stati posti in opera, operlo meno in que'corsi, cond è formata la superficie esterna del Mausoleo; e ciò può essere accaduto, o per natural difetto della Pietra, scoperto dopo / lavorata, o per mancanza dello Scarpellino: in fatti l'uno d'essi appare spezzato da un capo. Per tanto siccome io penso, ecco brevem.te (te as superscript) l'uso de'predetti Buchi, e delle Bozze. Osserviamo nello Spaccato O la piegatura, e profondità de'Buchi, et il modo, con cui sono introdotti in essi gli Uncini P, i quali equilibrando il Macigno Q per / mezzo della Fune R, congiunta a cappio, raccomandata alla Bozza I, indi passata sotto gli Uncini, e ripassata ancora fsotto se medesima in S., qualora il peso dalla parte della bozza la costringnesse a trascorrere, mettono in pronto il detto Macigno, per esser tirato su, posto il cappio al rampino della Taglia T, al sito deinato. Quivi nello stesso modo / si può facilm.te (te as superscript) muovere, e rimuovere quante volte richiede il bisogno, sinche egregiam.te (te as superscript) connetti cogli altri marmi; indi lasciato posare tanto disgiunto, quanto si possa levare dal buco l'Uncino V, colle Leve, o Pali di ferro spignsi accosto. Dopo di che los Scarpellino taglia le bozze, e pareggia le superficie. X Uncini di ferro di varia / grandezza. Y Funi, o Cappj di varia lunghezza. Z Dimostrasi la Macchina, mediante la quale alzavansi li grossi Macigni. 1 Due Travi proporzionate i pesi, che dovevansi alzare, piantatea piramide, e mobili sopra un Piano di grossi tavoloni di legno, concatenati insieme a foggia di telaro; legate da capo da un Perno di ferro / segn.to (to as superscript) 2, al quale raccomandavasi la Taglia 3. Fermato il Piano de'fudd.ti (ti as superscript) tavoloni, o sia Piede della Macchina ad alcuni Travertini, piantati qua, e la nel masso, per legare i corsi delle Scaglie; e data alle Travi sufficiente pendenza, e sporto fuori del muro, sicchè possano ricevere comodam.te (te as superscript) il Sasso 4, colle Funi 5 assi- / curavansi. Alzato il Sasso col mezzo della Fune 6, delle Taglie 7, 8, e del Mulinello 9, sino al piano 10, tiravasi medianti le Funi 11, le Travi per il capo indietro tanto, quanto il Sasso potesse posare sul detto PIano, ove suate le predette diligenze di farlo ben connettere univasi agli altri Sassi del Corso 12. Da ciò può de- / dursi che gli Antichi sopra ogni cosa studiassero la facilità d'innalzare simili enormi Macigni, per costruire Fabbr.e (e as superscript) corrispond.ti (ti as superscript) alle loro grandi idee, e di perpetua durabilità, lasciandole tal volta rozze, e senza Ornam.to (to as superscript) In vero molte sene veggono dital fatta, am si massiccie, e sode, che sembrano fatte più dalla Natura, che dall'Arte.

Marking: On verso at center: The Metropolitan Museum of Art stamp
Hind 83; Focillon 20.A.335; Giesecke 116; Wilton-Ely I.521.468
Arthur M. Hind Giovanni Battista Piranesi: A Critical Study of his Published Works and Detailed Catalogues of the Prisons and the Views of Rome. London, 1922, cat. no. 83.

Henri Focillon Giovanni-Battista Piranesi essai de catalogue raisonné de son oeuvre. Paris, 1964, cat. no. 20.A.335.



Related Objects

Le Antichità Romane, tome III

Artist: Giovanni Battista Piranesi (Italian, Mogliano Veneto 1720–1778 Rome) Date: published 1756–57 Medium: Etching Accession: 41.71.1.3 On view in:Not on view

The Octagonal Room in the Small Baths at the Villa of Hadrian (Tivoli).

Artist: Giovanni Battista Piranesi (Italian, Mogliano Veneto 1720–1778 Rome) Date: ca. 1777 Medium: Red chalk over black chalk or charcoal with partly ruled construction; sheet glued onto secondary paper support Accession: 1994.20 On view in:Not on view

Two Men Holding Long Staffs (recto); Proof impression of part of an etching, and scribbles in the artist's hand (verso)

Artist: Giovanni Battista Piranesi (Italian, Mogliano Veneto 1720–1778 Rome) Date: 1720–78 Medium: Pen and brown ink Accession: 1972.118.269 On view in:Not on view

The Round Tower, from 'Carceri d'invenzione' (Imaginary Prisons)

Artist: Giovanni Battista Piranesi (Italian, Mogliano Veneto 1720–1778 Rome) Date: ca. 1749–50 Medium: Etching, engraving, sulphur tint or open bite, burnishing; first state of four (Robison) Accession: 37.45.3(27) On view in:Not on view

The Drawbridge, from Carceri d'invenzione (Imaginary Prisons)

Artist: Giovanni Battista Piranesi (Italian, Mogliano Veneto 1720–1778 Rome) Date: ca. 1749–50 Medium: Etching, engraving, scratching; first state of six (Robison) Accession: 37.45.3(23) On view in:Not on view